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Straperugia

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Classifica

                                            Il maltempo non ferma la Straperugia  

 Nonostante il maltempo, che in questi ultimi giorni non ha dato tregua alle attività all'aperto, oltre 400 impavidi podisti, compresi i partecipanti alla non competitiva, hanno preso il via alla 27° edizione della Straperugia, memorial Mario Staccini, da sempre organizzata dall'affiatato gruppo dell'Atletica Avis Perugia, diretto dal grande amico Enrico Pompei.  Quasi per miracolo, viste le fosche previsioni di nubifragi all'opera dai cieli del Capoluogo umbro,  i concorrenti hanno potuto beneficiare di una inaspettata finestra di quasi bel tempo, senza precipitazioni e con addirittura qualche sprazzo di sole lungo il difficile percorso da affrontare. 10 km da dover necessariamente gestire con molto raziocinio, soprattutto a partire dal quarto chilometro, laddove inizia la parte più tecnica della competizione, con un crescendo di ondulazioni che si fanno sempre più impervie, fino all'ultimo scollinamento di un ideale gran premio della montagna, posto dopo circa 7,6 km di gara.  Come ho già avuto modo di scrivere in precedenza, trattasi di un test piuttosto significativo per saggiare la condizione del momento; oltre a rappresentare un formidabile allenamento soprattutto per chi partecipa alla stagione dei cross. In questo senso la successione di ripidi saliscendi che caratterizzano il tratto centrale della Straperugia risulta assolutamente propedeutica per la campestre che si correrà tra due settimane in quel di Miralduolo. Quest'ultima per l'appunto caratterizzata da tre brevi ma dure salite, con l'analoga peculiarità di raggiungere la massima pendenza verso il proprio culmine.

 

   Particolarmente spettacolare l'arrivo, che quest'anno si è svolto lungo lo splendido viale alberato in asfalto che taglia  in due da Nord a Sud il Percorso Verde. Personalmente lo preferisco a quello più tradizionale posto a fianco del PalaEvangelisti, che dal 2018 è noto col nome commerciale di PalaBarton, tanto sul piano tecnico -potendo chiudere la gara in lungo e assai ampio rettilineo in leggerissima ascesa- che su quello scenografico, con la magnifica cornice naturale del parco pubblico più apprezzato dai perugini e non solo.  
  Come ultima notazione, da segnalare ancora una volta l'ottima organizzazione messa in campo dagli Amici dell'Avis, soprattutto sul piano del controllo della viabilità, sempre piuttosto complicata nella città del Grifo. In tal senso, probabilmente anche a causa dei ritardi causati dal maltempo, si è notato un maggiore nervosismo da parte degli automobilisti bloccati agli incroci in attesa che passasse il lungo serpentone dei podisti. Nervosismo, occorre sottolinearlo, che in parte è il frutto di una certa pseudo cultura sportiva che tende a concentrarsi esclusivamente sul calcio, spesso più parlato che giocato, e che tende a considerare i praticanti dell'atletica leggera una sorta di figli di un dio minore, sebbene la medesima atletica leggera viene universalmente considerata la regina delle discipline sportive .
  Ma  considerazioni a parte, archiviata con successo la Straperugia di quest'anno, non resta che darci appuntamento sempre più numerosi a quella del 2020. Da non mancare.
 
         Claudio Romiti
 

 

 

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