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Solomeo 2019

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Classifica

                          Uno squillo di primavera lungo 13 km

  Solomeo, ridente frazione del comune di Corciano, si erge da tempi immemori su una ampia collina che sovrasta la splendida pianura sottostante. Ed è proprio in queste silenziose e quasi incontaminate contrade che anche quest'anno ha preso il via, alle 9 e 30 in punto,con circa 250 atleti ai nastri di partenza, la 34° edizione del Trofeo Associazione Polisportiva Solomeo, dedicata per il terzo anno al compianto Antonio Tonzani.
Una corsa podistica di circa 13 km, sempre particolarmente apprezzata dai faticatori di una così aspra disciplina sportiva, la quale si è svolta in una calda mattinata di primavera. Clima magnifico dunque, reso ancor più favorevole dalla scarsa presenza del vento il quale, come ben sanno gli appassionati delle corse su strada, molto spesso rappresenta un ostacolo peggiore della pioggia. Da segnalare,inoltre, la sostanziale assenza di veicoli a motore, la qual cosa ha consentito ai concorrenti di esprimere il proprio sforzo nell'ambito di una gradevole cornice di silenzio, interrotta solo dal loro stesso calpestio. Sul piano tecnico il percorso, che a tutta prima potrebbe risultare relativamente facile, ha rivelato i suoi molti trabocchetti a chi parteciva per la prima volta alla competizione. Gli atleti, infatti, hanno dovuto affrontare, seppur nell'ambito di un tracciato in gran parte decisamente scorrevole, una serie di cosiddetti denti (brevi salite ma con pendenze non indifferenti) che tendevano ogniqualvolta a spezzare la progressione degli atleti medesimi. Superato poi l'ultimo di tali denti, posto intorno all'undicesimo chilometro, il lungo tratto in leggerissima discesa e l'ottimo asfalto incentivano i concorrenti a sciogliere la briglia, come si suol dire, anche in considerazione del rapido avvicinarsi del traguardo. Ma giunti ai piedi del suggestivo centro abitato di Solomeo, ecco l'ultima insidia: una salita di alcune centinaia di metri che impone uno sforzo ben al di sopra della classica soglia, anche detta soglia del lattato. In pratica si arriva in cima allo scoglio finale di questa impegnativa corsa praticamente in apnea.  Tant'è che la successiva ripida discesa non sembra sufficiente a smaltire lo sforzo in funzione dell'allungo finale da realizzare all'interno del piccolo circuito d'arrivo situato all'interno del complesso sportivo donato alla cittadinanza dal magnate Brunello Cucinelli. 
  A beneficio degli ottimi organizzatori, segnaliamo solo due piccoli nei, nell'ambito di una realizzazione sportiva impeccabile: un secondo rifornimento, posto oltre il decimo chilometro, a nostro avviso troppo lontano, data anche la relativa alta temperatura della felice mattinata; uno scostamento nel posizionamento dei cartelli chilometri il che, considerando anche la dura salita finale, ha sostanzialmente allungato di circa 300 metri il chilometro finale, creando qualche problema sotto l'aspetto fondamentale della distrubuzione dello sforzo. 
  Nel complesso una ottima manifestazione di sport e di amicizia che vale senz'altro la pena di onorare con una numerosa partecipazione anche il prossimo anno. Appuntamento al 2020!
 
                          Claudio Romiti
 

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