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STRAPERUGIA

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Classifica

         Il primo freddo non scoraggia la grande partecipazione

Malgrado la concomitanza, invero decisamente inusuale, con la corsa campestre di Narni, la 26° edizione della Straperugia, nonchè 27° memorial Mario Staccini, ha registrato un eccezionale livello di partecipazione. Tra adulti e categorie giovanili, hanno preso il via circa 700 concorrenti, di cui quasi 400 agonisti senior.
Molto seguite le varie competizioni nelle tante categorie giovanili, le quali hanno colorato di un gran tifo familiare i dintorni della pista  ciclabile, in cui si sono svolte le gare dei podisti in erba. Unico neo la presenza di un vento freddo che soffiava a folate, tanto forte da causare la caduta del pesante monitor, irrimediabilmente danneggiato,  messo a disposizione dai potenti mezzi degli amici della Dream Chrono, e grazie al quale si sarebbero potuti controllare in tempo reale i risultati dei singoli concorrenti. Tuttavia lo sfortunato inconveniente non ha impedito alla folta schiera di piccoli atleti e ai loro numerosi parenti e amici  di trascorrere una stimolante mattinata all'insegna di uno sport autentico qual è la corsa di resistenza.
Per ciò che concerne la Straperugia degli adulti, il percorso ha ricalcato quello delle edizioni più recenti, con circa 200 metri in più rispetto all'anno scorso, dato che l'arrivo, anzichè all'interno del complesso del PalaBarton, questa volta è stato posto all'altezza dell'ingresso del campo da rugby, percorrendo un ampio rettilineo finale di circa 400 metri tutto immerso nel verde e, per questo, decisamente spettacolare. Sul piano tecnico, come abbiamo già sottolineato in passato, la gara si suddivide sostanzialmente in tre fasi ben distinte, con una certa difficoltà a mantenere a livelli efficaci la distribuzione dello sforzo. Ad un primo tratto abbastanza scorrevole, che termina grosso modo poco prima della fine del sesto chilometro, fa seguito la parte più impegnativa dell'intero tracciato. Circa 2 km di salite, con pendenze crescenti, che in alcuni punti superano ampiamente il 15%, intervallate da brevi tratti di discese mozzafiato. Una volta usciti indenni, per così dire, dagli irti colli che sovrastano il quartiere residenziale di Ferro di Cavallo, i podisti possono gettarsi in picchiata verso il traguardo, ma con prudenza, visto che a metà discesa, nascosto da una curva a gomito, è presente un altro tratto in decisa risalita, tale ma mandare in crisi chiunque abbia incautamente deciso di sparare le sue ultime "cartucce".  Sta di fatto che l'estrema varietà del tracciato rende la Straperugia un test assolutamente valido per testare la propria condizione, in particolar modo sotto il profilo dei tempi di recupero, tanto in gara che nei giorni successivi.  
Per ciò che concerne, infine, l'organizzazione complessiva dell'evento sportivo, da sempre fiore all'occhiello dell'Atletica Avis Perugia e del suo presidente, l'amico Enrico Pompei,  tutto si svolto nel migliore dei modi. Ottimo il controllo e la gestione del percorso cittadino -in questo senso i partecipanti hanno potuto correre in grande tranquillità, in assenza di qualunque mezzo a motore-. Sempre all'altezza della situazione i vari rifornimenti dislocati lungo il tracciato, e assolutamente in linea con la tradizione del gruppo organizzatore il ricco rifornimento finale, con tanto di apprezzatissima bruschetta all'olio di oliva. 
Non resta, dunque, che darci convitamente appuntamento alla edizione 2019 di questa classica del podistismo amatoriale umbro.
 
         Claudio Romiti