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VIII Trofeo del Giacchio

prima giacchio 2018

Classifica

Una corsa all'insegna della pesca d'antan

San Feliciano è una frazione del Comune di Magione di circa 600 anime, sulla riva Est del Lago Trasimeno. Sin dalla notte dei tempi il centro è abitato da una laboriosa comunità di pescatori. Di questa attività è segnato tutto il lungolago, ancora punteggiato da piccole darsene con barche in secca e reti stese al sole.

Il  luogo prende il nome da San Feliciano, vescovo di Foligno (160 ca. - 249 ca.), che si recò sul Lago Trasimeno a predicare la buona novella fra i pescatori del grande bacino alluvionale.

Dopo il suo martirio, avvenuto per trascinamento di cavalli al galoppo, gli abitanti del piccolo borgo lacustre vollero conservare perennemente la sua memoria, chiamando col suo nome il piccolo villaggio  che lo aveva accolto. Il giacchio (o rezzaglio o sparviero), a cui è dedicata la festa principale del paese e che contraddistinge la corsa podistica giunta all'ottava edizione, è una antichissima e caratteristica rete da pesca di forma circolare, risalente all'epoca greca, etrusca e romana. Certamente molto ultilizzata in Francia durante il medioevo, come testimoniato da un affresco del 1343 di Matteo Giovannetti, conservato nel Palazzo dei Papi di Avignone. Reti di analoga fattura vengono ancora usate in alcune regioni dell'America latina.

Per ciò che concerne l'evento podistico, chi scrive lo ha corso per la prima volta ricavandone una ottima impressione, tanto sul piano del tracciato che su quello dell'ottima assistenza fornita dall'organizzazione in tutte le fasi della manifestazione. Malgrado un clima caldo/umido piuttosto asfissiante -tipico del periodo- circa 200 appassionati, tra agonisti e partecipanti alla passeggiata non competitiva, si sono radunati sotto lo striscione di partenza.  Al via ecologico (il classico meno 3, 2, 1...) dato dal nostro Orfeo Procacci, la maggior parte degli atleti sono partiti con un evidente atteggiamento prudenziale, malgrado la relativa breve distanza della gara: poco più di 8 km. Atteggiamento ampiamente giustificato sia dall'alta temperatura, appena mitigata dal fresco vento trasversale proveniente dal Lago Trasimeno, e sia dalle insidie di un tracciato che prevedeva al quarto km, attraversando il suggestivo promontorio  di Monte del Lago, una salita piuttosto impagnativa. Inoltre,  proprio dopo aver scollinato, cominciava un lungo tratto quasi tutto sullo sterrato; quest'ultimo reso oltremodo difficoltoso dallo spesso strato di polvere che ricopre il terreno nella stagione calda. Tant'è che, dopo essere rientrati sul più stabile asfalto, non è stato semplice riprendere una corretta meccanica di corsa.

Nel complesso possiamo senz'altro inserire la corsa del Giacchio tra le competizioni da non mancare, seppur da gestire con una distribuzione dello sforzo ancor più oculata rispetto al nostro standard personale. Dopodichè possiamo anche concederci il lusso di lasciare briglia sciolta al nostro palato, apprezzando gli eccezionali piatti a base di pesce serviti all'interno degli stand gastronomici della Festa del Giacchio. 

 
      Claudio Romiti