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SULLE STRADE DEL COLLE

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Classifica

Una corsa dura in uno scenario da favola

 Collestrada, anticamente Colle della Strada, deriva  il suo toponimo dalla  particolare ubicazione posta sulla sommità di una piccola collina che domina da molti secoli un importante incrocio di strade le quali, a partire dall'epoca Romana, si diramavano in direzione dei quattro punti cardinali.  Nel medioevo il borgo, che secondo un documento del 1160 fu posto sotto la giurisdizione di Assisi dall'imperatore Federico I Hohenstaufen detto il Barbarossa, rappresentava un luogo nevralgico  di confine tra Perugia e la stessa Assisi, quest'ultima all'epoca evidentemente schierata con il partito imperiale dei ghibellini. Ed è proprio nei suoi pressi che nel 1202 si combattè una cruenta battaglia tra queste due città, da sempre rivali, che vide la schiacciante vittoria dei grifoni, appartenenti alla fazione rivale dei guelfi, notoriamente sostenitori del papato. Il fatto d'arme è ricordato anche per la presenza tra i tanti combattenti assisiati catturati dai perugini di Giovanni di Pietro Bernardone, il futuro San Francesco d'Assisi.  Fu proprio nel corso della prigionia, la quale durò circa un anno, che secondo alcuni cronisti contemporanei, tra cui il discepolo Tommaso da Celano, iniziarono a manifestarsi i primi e inconfondibili segni della sua conversione spirituale. E fu in memoria del citato fatto d'arme che sul finire dell'Ottocento Alessandro  Piceller, ricco proprietario terriero con la passione per l'antiquariato, fece costruire un piccolo edificio nella pianura sottostante, inglobando una piccola edicola medievale che, si narra, fu edificata per ricordare la battaglia di Collestrada.

Ed una vera e propria battaglia sportiva, in particolare per chi non conosceva gli irti saliscendi del percorso, si è svolta in questa splendida mattinata di aprile nell'ambito dell'altrettanto splendido scenario agreste in cui hanno avuto il privilegio di confrontarsi circa 300 impavidi appassionati della corsa di fondo. Sul piano tecnico, seppur nell'ambito di una distanza di poco superiore ai 10 km, si è trattato di un impegno molto severo, con la presenza di alcune salite le cui pendenze hanno costretto i meno allenati e i più anziani a fare i conti con quello che nel ciclismo si definisce "fuori giri". Ovvero quel relativamente prolungato sforzo oltre la soglia anaerobica che non consente più all'organismo di metabolizzare il lattato prodotto durante lo sforzo.  Tant'è che chi, come il vostro umile cronista, ha spinto troppo nei primi km, confindando in un tracciato meno impegnativo soprattutto dal lato delle pendenze, in alcuni punti superiori al 15%, è stato poi costretto a continuare la gara a ritmo assai ridotto, poichè lo spazio per riportare in equilibrio gli alterati equilibri energetici della corsa era assai scarso. Ma a parte queste brevi notazioni tecniche, la competizione è stata organizzata in maniera assolutamente impeccabile dagli Amici dell'Atletica il Colle, i quali hanno gestito al meglio un itinerario decisamente complesso, consentendo agli atleti di realizzare la propria performance su un tracciato del tutto privo di mezzi a motore.  Di grande rilievo spettacolare il passaggio dei podisti all'interno dell'ameno centro storico di Brufa e, ancor più, in quello del borgo antico di Collestrada caratterizzato dal magnifico arco a sesto acuto della porta principale. Fuor di retorica, questo 4° trofeo Aspen è stato un senz'altro un buon successo. Un successo che autorizza gli artefici  della manifestazione a sperare negli anni a venire in una crescita di interesse e di partecipazione per la loro selettiva e allenante "Sulle Strade del Colle".

                                   Claudio Romiti

 

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