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MARATONINA DEL CAMPANILE

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Classifiche

         La Classica di mezzo inverno

La 29° edizione della Maratonina, la classica corsa podistica che si tiene tutti gli anni in quel di Ponte San  Giovanni, organizzata dalla Podistica Volumnia Sericap, quest'anno ha dovuto fare a meno del fondamentale contributo dei suo presidente Gianfranco  Brugnoni, in attesa di tornare più forma di prima dopo aver subito un delicato intervento chirurgico, ed al quale la redazione di questo modesto blog rivolge i più sinceri auguri di una rapida guarigione. Ma nonostante la mancanza di questa importante figura organizzativa, la sempre affiatata squadra di Amici della Volumnia Sericap, in questo caso coadiuvata dagli ottimi Raffaele Bottoloni e Luca Uccellini, ha gestito al meglio questa magnifica corsa che dall'anno scorso si svolge sulla distanza dei 20 km, sebbene -a causa di una ridotta assistenza da parte dei locali vigili urbani- in questa occasione qualche sporadico energumo, esponente qualificato dell' inciviltà a quattro ruote, è riuscito a sfuggire alle maglie dei controlli nella seconda parte del percorso, fornendo ai malcapitati podisti con gli alveoli polmonari completamente aperti una ricca e variegata dose di  emissioni venefiche a mo' di souvenir.  Ma per il resto dobbiamo ancora una volta riconoscere che la Maratonina del Campanile, sotto tutti i punti di vista, rappresenta una delle gare umbre meglio organizzate, oltre a vantare una dotazioni di premi assolutamemte sopra la media e una eccellente assistenza complessiva fornita agli atleti. Basti pensare che, oltre ai numerosi riconoscimenti di categoria, chi abbassava il proprio tempo rispetto a quello registrato nella scorsa edizione riceveva una bottiglia di ottimo vino biologico locale. Tuttavia, nonostante tanti altri incentivi -come l'iscrizione a prezzo agevolato per la Mezza e la Maratona di San Valentino che si terrà a Terni il 18 febbraio- registriamo una certa qual relativa disaffezione, con 326 atleti agonisti giunti al traguardo. Disaffezione la quale, pur rispettando assolutamente la libertà di scegliere a quali corse partecipare, personalmente mi risulta affatto incomprensibile, proprio in ragione di quanto sopra esposto.
Per ciò che invece concerne gli aspetti meramente tecnici, la corsa ha beneficiato, dopo le intense piogge dei giorni scorsa, di una provvidenziale tregua caratterizzata da clima freddo ma asciutto, con un bel sole carnevalesco che ha accompagnato i podisti per tutta la durata della  gara.  Il tracciato incontrava dopo circa 1.300 mt il famoso ponte di San Giovanni, noto come Ponte Vecchio, la cui antica origine è ancora oggi oggetto di dibattito tra chi la fa risalire ai Romani in epoca imprecisata e chi la attribuisce ad epoca medievale, tra il 900 e il 1.100.  Ricostruito in legno e cemento nel 2.000, dopo essere stato interamente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, gli appassionati di archittura civile possono ancora ammirare i resti di un antico pilone sul lato destro del fiume Tevere.  Percorso abbastanza pianeggiante per i primi 8 km e 500 mt, dove aveva inizio l'insidiosa asperita che porta in cima allo splendido centro storico di Torgiano, il quale funge da ideale spartiacque per questa interessante maratonina. La seconda parte del percorso, in particolare, attraversa una bella zona di campagna con, tuttavia, alcune significative variazioni nel fondo stradale che possono aver creato non poche difficoltà agli atleti più stanchi. Infatti, intorno al 12° km inizia un lungo tratto che alterna asfalto con la terra battuta.
Asfalto, in particolare, decisamente diverso dal precedente, con interminabili tratti decisamente sconnessi che, unito ad un fastidioso vento contrario, ha senza dubbio messo a dura prova la resistenza organica e muscolare dei concorrenti.
Dopo le premiazioni di prassi, gestite con la solita professionalità dagli Amici della Podistica Volumnia, la manifestazione si è conclusa in un clima di buona convivialità, il che non guasta mai di questi tempi, con l'auspicio di rivederci con rinnovato entusiamo alla edizione numero 30 della Maratonina del Campanile
 
                                                      Claudio Romiti