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TERNI HALF MARATHON

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Classifica

Debutta alla grande la mezza di Terni

Con oltre 500 iscritti e 423 atleti classificati, si è brillantemente conclusa la prima edizione della Terni Half Maraton, gara sulla classica distanza di 21,097 km la quale,come si legge nel sito della Athletic Terni, ha "un perimetro di interesse internazionale".
Tant'è che a dare lustro alla competizione c'era una ben assortita pattuglia di atleti kenioti che, almeno in campo maschile, avrebbero monopolizzato il podio se il primo a tagliare il traguardo, a quanto pare recidivo in questo genere di scorrettezze, non avesse letteralmente bloccato a forza di gomiti il connazionale in rimonta, poi risultato vincitore in virtù della giusta squalifica rimediata dal primo. Ma a parte questa doverosa notazione ai confini tra sport e cronaca, per il resto la manifestazione si è svolta nella massima regolarità, ottimamente organizzata dagli Amici dell'Athletic Terni, a cui hanno dato un grande ed efficiente supporto i moltissimi volontari dislocati lungo i due giri di un variegato percorso cittadino. Nonostante le difficoltà nel gestire per quasi tre ore l'intenso traffico veicolare della seconda città dell'Umbria, gli atleti hanno potuto esprimere il loro sforzo all'interno di un tracciato sapientemente tenuto sgombro dai mezzi a motore. Un tracciato assai suggestivo che ha attraversato, con un'ampia cornice di pubblico, gli scorci più significativi del centro storico dell'antica Interamna  Nahars, letteralmente città "tra i corsi d'acqua". A tale proposito molti studiosi presumono che tale toponimo derivi dai fiumi Nera e Serra, e relativi affluenti i quali, circondando i primi insediamenti urbani, costituivano una sorta di formidabile difesa naturale.
 
Sul piano tecnico la gara, che per la cronaca ha aperto la lunga stagione del Grand Prix  Unicredit Fidal Umbria, si è rivelata particolarmente interessante e, per certi versi, assai più selettiva rispetto alla relativa piattezza del percorso, a parte i due impegnativi sottopassi che ad ogni giro tendevano a spezzare  il ritmo dei concorrenti.
Ma più di queste inevitabili quanto modeste asperità, a mio modesto parere è stata la grande varietà del fondo stradale, elemento spesso trascurato da tanti podisti della domenica e che, in questo caso, deve aver messo a dura prova la cosiddetta capacità propriocettiva degli atleti. Ossia, per dirla in soldoni, la particolare abilità nell'adattarsi rapidamente alle diverse sollecitazioni ricevute dai piedi, regolando di conseguenza la postura generale del corpo e la tensione muscolare, che gli invidui abituati a correre su diversi terreni sviluppano più di altri.  Infatti, dopo alcuni chilometri in asfalto caratterizzati da lunghi rettilinei, entrando nel centro storico, connotato da molte curve e cambi di direzione, si incontravano diverse varietà di pavimentazione, dal classico pavè costituito dai caratteristici cubetti di porfido al cosiddetto lastrame, formato da elementi più ampi e, per questo, assai più tollerati  dai temerari della mezza maratona.
Particolarmenta azzeccata è apparsa la cronista le scelta della zona traguardo, posta a circa 200 metri dalla partenza, con un ampio rettilineo il quale ha consentito agli addetti della Dream  Chrono di espletare al meglio il delicato compito del cronometraggio elettronico, offrendo nel contempo ai giudici Fidal e al numeroso pubblico presente un ottimo colpo d'occhio sugli atleti in arrivo.
Insomma, pacchi gara, rifornimenti e cottillons a parte, (tutto assolutamente all'altezza delle aspettative) possiamo senz'altro affermare senza tema di smentita che la prima edizione della Terni Half Maraton ha superato l'esame del debutto a pieni voti, candidandosi ad affiancare le tante classiche corse podistiche del nostro ricco panorama regionale.
 
Claudio Romiti
 

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